Lovecraft nel Polesine

by Jet Set Roger

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about

“Lovecraft nel Polesine”, di Jet Set Roger, è un interessante progetto discografico/letterario ambientato nella provincia di Rovigo, composto da un disco e un fumetto insieme: il disco di Jet Set Roger, musicista bresciano di origine inglese con alle spalle una carriera ventennale nel circuito Rock italiano, e il fumetto di Aleksandar Zograf, fumettista serbo di fama mondiale, già collaboratore della rivista “Internazionale”.

La vicenda alla base di questo “concept-album a fumetti” prende spunto dal dibattuto “carteggio di Montecatini” e cioè dalle lettere che lo scrittore horror americano H. P. Lovecraft nel 1926, apparentemente, inviò all’amico Alfred Galpin in occasione di un suo viaggio in Italia.

Il carteggio, pubblicato parzialmente dalla rivista “I meridiani” nel 2006, e lungamente discusso in ambito letterario, si è rivelato alla luce dei fatti un probabile falso storico, ma l’ipotesi di un viaggio di Lovecraft nel Polesine continua ad affascinare gli estimatori dello scrittore di Providence.

Al disco hanno collaborato musicisti di grande rilievo come Andy Rourke (The Smiths), Marco Pirroni (Adam & the Ants, Sinead O’Connor) e Giorgia Poli (Scisma), i quali hanno contribuito a sviluppare in musica la storia ideata da Jet Set Roger (al secolo Roger Rossini).

Un racconto poi trasposto in un fumetto di Aleksandar Zograf che, con il suo evocativo bianco e nero, ha saputo cogliere appieno la dimensione affascinante e misteriosa del territorio che si estende fra l’Adige e il Po.

credits

released December 2, 2016

Il video “Sonia” in anteprima su XL repubblica
xl.repubblica.it/video/lovecraft-nel-polesine-il-video-sonia-in-anteprima/47917/

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snowdonia Busto Arsizio, Italy

Dal 1997 a oggi abbiamo prodotto un sacco di dischi e ne produrremo ancora. Se voi non li comprerete, pazienza. Rimanere incompresi ci renderà ancora più fighi.

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Track Name: Rovigo
Rovigo

Ho perso il treno:
ho letto troppo questa mattina
e ora come uno scemo
sto qui da solo sulla banchina

Fuori c’è il sole,
è una giornata stupenda
Come il canto del gallo
dopo una notte di tregenda
la piazza illuminata scaccia le ombre da me

Altri tre giorni
in questa pigra città
scruterò i dintorni
qualche idea forse verrà

Ma non ora, non oggi
ora voglio lasciarmi un po’ andare
Dalla brezza e dal sole
voglio farmi accarezzare

Due passi e sono immerso
in un'altra atmosfera
un brusio, un profumo diverso,
di esotica terra straniera

Capannelli di gente
che chiacchiera senza fretta
un ragazzo dall’aria indolente
passa in bicicletta
Il leone sulla colonna
pigro sembra dormire
come un gatto pasciuto che sa
che la fame mai dovrà patire

Sotto in portici in fondo
ho appena visto un’insegna
ora voglio una mensa
che di un leone sia degna
Track Name: Un fortuito incontro
Un fortuito incontro

Che pittoresco ambiente!
Un posto così
vivace ed accogliente,
così tipico di qui

Che pittoresco ambiente!
Un posto così..
Mischiarsi è divertente
con la gente di qui

Ecco l’oste che arriva
con un furbo sorriso,
l’aria molto espansiva,
l’incedere deciso

Tosto prende in consegna
la valigia e il cappello
Con un braccio mi segna
che il tavolo è quello

Che pittoresco ambiente! etc.

Chiedo un poco di vino
mentre un gaio gruppetto
al tavolo qui vicino
discute del mio aspetto

Che pittoresco ambiente! etc.

Cinque giovani rampolli
dell’alta società
di questa periferica città

Dediti ai piaceri
ed alla voluttà
non senza intellettuale curiosità

“No, non sono un pittore
sebbene sia forestiero
Sono uno scrittore
di racconti del mistero

Come dite, una landa
di mistero intrisa?
Insieme.. una scorribanda?
La cosa è decisa!”
Track Name: Grand Tour
Grand Tour

Mi chiamano l’Inglese
per via di certe storie di antica nobiltà
Ora attraverso il Bel Paese
come si faceva tanto tempo fa

Non è Firenze e non è certo Roma
la landa paludosa che attraverserò,
ma questo acquatico paesaggio mi appassiona:
per qualche giorno ancora resterò

Questo è il mio Grand Tour
il chiodo fisso delle zie
Posso dire che di sicuro
mi divertirò, mi divertirò

Filippo guida come un pazzo
sfreccia sull’antica strada dei Romei
Sembra già maturo nonostante sia un ragazzo,
si direbbe benedetto dagli dei

Questo è il mio Grand Tour
il chiodo fisso delle zie
Posso dire che di sicuro
mi divertirò, mi divertirò
Questo è il mio Grand Tour
Mi han detto: “Fai fotografie”
Già intravedono il maturo
dandy che sarò, il dandy che sarò.

Campanili sorgono dall’acqua,
villaggi inabissati a lato della via
Un movimento che distinguo appena,
C’è qualcosa fra le canne che ci spia

Questo è il mio Grand Tour
il chiodo fisso delle zie
Posso dire che di sicuro
mi divertirò, mi divertirò
Questo è il mio Grand Tour
niente storie né bugie
Sbatterei la testa contro il muro
dal brivido che ho, brivido che ho
Track Name: È sempre festa
È sempre festa

Con i miei nuovi amici
all’avventura
Senza pensieri ci si diverte
finché dura

Il vecchio faro a Goro
sulla laguna
un punto di ristoro
“Sembra di stare sulla luna!”
dicono insieme

È sempre festa nella loro testa
Il gioco non ha mai una fine
È sempre festa nella loro testa
A questa vita non sono incline

Filippo ha sempre una
nuova trovata
Dalia gli va dietro
tutta eccitata

Mi prende le mani e dice:
“Vedrai che bello!”
Rocco esclama persuaso:
“Tu sei proprio il fratello
che mi mancava!”

È sempre festa nella loro testa
Il gioco non ha mai una fine
È sempre festa nella loro testa
A questa vita non sono incline

Mi lusinga essere al centro dell’attenzione,
ma questa vacuità mi fa impressione
In lungo e in largo giriamo la regione
ma mi accorgo che non c’è scopo né ragione

Le antiche ville
vicino a Porto Tolle,
il bosco appena fuori Mesola
seduti all’ombra dove la terra è molle
mi chiedo come diavolo ho speso la giornata
Track Name: Sonia
Sonia

Sonia, la metropoli non ti consumerà
L’ingranaggio eterno per te si fermerà
Le ciminiere smetteranno di fumare,
le auto accosteranno per farti passare

Io mi perdo in questo intrico
di strade sudicio e nemico

Sonia a te i popoli di Wall Street e di Bowery
offrono in dono la loro fedeltà
Impresari e intellettuali abbassano lo sguardo
confusi dalla tua spontanea nobiltà

Io appartengo alla notte
La luna gentile mi sorride

Sussurra storie dall’altrove
di alti palazzi e torri bianche
nel sonno abbandono le mie membra stanche

Sonia, la metropoli è lontana mille miglia
mentre il mio sguardo abbraccia questa landa piatta
Potrei sparire in un battito di ciglia
forse sarebbe la conclusione adatta

Io ti chiamo dall’altrove
Tutto è silenzio e fuori piove

Qualcosa striscia nella notte
dietro alte porte chiuse
sto diventando pazzo o sono solo scuse?
Track Name: Una buona idea
Una buona idea

Cosa darei per un’idea?
Cosa darei per una buona idea?

Solo al comando
della gaia brigata,
la tua non è certo
una vita beata

Un capo ha gravi
preoccupazioni
e questo è il quesito
che ora ti poni:

Cosa darei per un’idea?
Cosa darei per una buona idea?

Sono stufo
dei piatti locali,
il tartufo,
e gli strani animali

Le passeggiate
in riva al fiume
ma vi scordate
che io mi metta in costume

Cosa darei per un’idea?
Cosa darei per una buona idea?

Dentro gli spazi vuoti
la mia mente è lucida
Capto segnali ignoti:
qualcosa arriverà..

Cosa darei per un’idea
Cosa darei per una buona idea
Track Name: La fine del viaggio
L. (La fine del viaggio)

Benvenuti in questa città,
ne apprezzerete l’ospitalità
Per le strade non c’è molta gente:
c’è una gran calma qua

Così parlava l’uomo senza età
sorridendo con ambiguità
Un accenno di scherno sotto un velo
di cordialità

Guardo i suoi occhi e mi chiedo
mi chiedo perché non si chiudano mai
Che pensieri sciocchi! Mi avvedo
che non sono in me, chissà come mai?

E’ la fine del viaggio
Servirà del coraggio
quando l’ultimo tassello cadrà

Qui nessuno vi disturberà
Solo il rumore del fiume arriverà
a cullarvi dentro un sogno
che mai finirà

Solchi profondi gli marcano
i lati del collo (cosa sarà?)
Pensieri immondi mi gelano
fino al midollo

E’ la fine del viaggio
Servirà del coraggio
quando l’ultimo tassello cadrà

Passi furtivi lungo il fiume
fra le case vuote,
cortili pieni di pattume,
risate idiote
È la fine del viaggio
Servirà del coraggio
quando l’ultimo tassello cadrà
Track Name: Giorni d'attesa
Giorni d’attesa

Mangiare poco
dormire troppo
è diventata un’abitudine

E’ fuori fuoco
quello che penso
e passo il tempo in solitudine

Giorni d’attesa
piccole cose
marcano un ritmo che si perderà

Con l’aria tesa,
non ci si parla
e siamo diventati estranei già

E quando il vento soffia
e scende la sera
sento così vicina
la vita vera
Track Name: Qualcosa di importante
Qualcosa di importante

Esci dalla tua stanza
e torna a sorridere
Vestiti con eleganza:
la noia è da uccidere

La sala è allestita
con specchi e fini ornamenti
La tavola è imbandita,
ma gli ospiti sono assenti

Sento che qualcosa di importante
sta per succedere
C’è nell’aria un richiamo distante
un invito a cedere

Fuori la notte è calda
satura di profumi
prendi la mia mano: è salda
della verità intuisco barlumi

Il tempo è quasi maturo
lo sento nel sangue
che scorre frizzante e sicuro
già che la coscienza langue

Il vento scuote le fronde
brillano luci lontane
Lo stagno è increspato di onde
le strade sono piene di rane

Sento che qualcosa di importante
sta per succedere
C’è nell’aria un richiamo distante
un invito a credere

Osservo la tua bocca
ma non sento quello che dici
La campana rintocca
e mi scuote dalle radici
Track Name: La ricorrenza
La ricorrenza

Tutti in fila per le scale
in discesa sempre uguale

Come un unico lungo animale
nei recessi della cattedrale

Sembra non finire mai
ma tutto a un tratto una luce
debole splende nel buio, sotto di noi

Una spiaggia, un lago scuro
una colonna di fuoco impuro

Gli abitanti del paese
danzano in cerchio con le braccia tese

Il suono dei flauti chiama
qualcosa che attende nel buio
sotto il pelo dell’acqua.

Sento una strana quiete
impadronirsi di me davanti alla verità

Mi sento galleggiare
fra la spiaggia grigia e il tetto di questa cavità

Amici, dove siete?
Non mi direte che ve ne siete andati già?

Se soltanto poteste vedere
quello che ora vedo, chissà cosa direste? Chissà?

Se mai ci incontreremo ancora
niente sarà mai più come prima.

Poi qualcosa mi riscuote,
mi riporta a queste spiagge ignote

Un errore, una stortura
che non può esistere in natura

Qualcosa si spezza e corro,
corro fino a perdere il fiato
poi non saprei dire come rivedo la luna

E di nuovo una strana quiete
si impadronisce di me ora che so la verità

Mi sento galleggiare
per le strade deserte di questa città
Track Name: La burla
La burla

Passato lo spavento
parlate di dettagli
come nel foyer del varietà

Sono incredulo e sgomento:
se non ho preso abbagli
l’inferno è sotto la città

Ma tutto si stempera: tutto è burla, tutto è vanità

Abbiamo visto mostri
o solo il volto triste
di una dolente umanità?

Ridicola nei vostri
occhi che traccian solchi
attorno alla normalità?

Ma tutto si stempera: tutto è burla, tutto è vanità
e il senso si perderà: nel ridicolo scomparirà

E ora come niente
si torna tutti a casa
chissà cosa c’è in tavola?

Io resto! La mia mente
non è affatto persuasa
che questa sia una favola!

Ma tutto si stempera: tutto è burla, tutto è vanità
e il senso si perderà: nel ridicolo scomparirà
Track Name: Che cosa è stato?
Che cosa è stato?

Sembrava una voce
ma qui non c’è nessuno
e se levo lo sguardo
dalle mie sudate carte

Un brivido veloce
un volto dietro al vetro,
ma dura un attimo:
passa e subito diparte

Che cosa è stato?

Oltre la finestra,
l’estate è già finita
presto il vento soffierà
le foglie morte via dai rami

Seduto alla mia destra
qualcuno che non vedo
in silenzio resterà
come oggi anche domani

Che cosa è stato?

Un sogno dentro un sogno
o forse il solo vero
tempo che ho vissuto
prima di tornare indietro

al mio privato regno,
sentinella ai margini di un’altra realtà
nascosta appena sotto un velo

Che cosa è stato?